CGM srl ha realizzato interventi di restauro conservativo degli affreschi e delle vetrate della cappella privata del Castello di Vallombrosa a Cannes.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI

Prima di intraprendere le operazioni di restauro all’interno della cappella, è stato eseguito un rilievo preciso dello stato di fatto e di conservazione a cura dell’arch Antonio Catallo e Dorin Mizrahi; è stata sviluppata una campagna di analisi chimiche necessarie per individuare gli strati di colore, la loro composizione ed il legante utilizzato.
L’intervento di restauro si è avvalso di una serie di operazioni concettualmente predisposte al recupero dell’impianto decorativo. Tutte le superfici sono state sottoposte a pulitura, consolidamento e ad integrazione pittorica con materiali e tecniche tradizionali.
I lavori di restauro sono stati condotti da CGM in collaborazione con l’Arch Francesca Bazan e la Dott.sa Alessandra Caccia che hanno organizzato e gestito tutte le fasi dei lavori.

TAVOLE DI PROGETTO
STATO DELLA CAPPELLA A LAVORI CONCLUSI
STATO DELLA CAPPELLA PRIMA DEI LAVORI DI RESTAURO
RELAZIONE TECNICA INTERVENTO

STATO DI CONSERVAZIONE : una prima considerazione generale riguarda il consueto deposito di particolato atmosferico e di residui di fumi su tutte le superfici, che conferiscono alle decorazioni un aspetto sordo. Inoltre era presente un problema di infiltrazione di acqua dalla copertura. Le infiltrazioni di acqua piovana hanno provocato imbiancamenti dovuti alla formazione di efflorescenze saline che hanno causato diffusi sollevamenti di colore con conseguente caduta di materiale, localizzati nelle decorazioni sul soffitto e lungo le pareti. I ritocchi ormai alterati coprono porzioni di decorazione e ampie zone del fondo. Prima di intraprendere le operazioni di restauro è stata svolta una campagna di  analisi chimiche  che sono servite per individuare gli starti di colore, la loro composizione e il legante utilizzato.
I risultati esposti nella relazione allegata ci hanno permesso di studiare le metodologie di pulitura, consolidamento, e ritocco più appropriate.
Su tutte le superfici sono presenti vecchie ridipinture e numerosissime crepe.

VOLTA E PRESBITERIO : la volta composta da cinque vele con motivi floreali eseguiti su fondo rosso si presentano con moltissimi sollevamenti di colore e numerose lacune per caduta di materiale. Ci sono numerosi ritocchi di diverse colorazioni ( interventi eseguiti durante precedenti operazioni di manutenzione). Spesso le ridipinture coprono la decorazione originale. Gli imbotti delle finestre cattedrali presentano diversi ritocchi ormai alterati.

VOLTA NAVATA: presenta numerosi sollevamenti e lacune per caduta di materiale anche in questo caso i numerosi ritocchi eseguiti con una pittura a smalto di notevole spessore, spesso coprono il colore originale. La struttura portante della cupola è rappresentata da quattro centine che si incrociano al centro delle quattro vele di cui è composta. Le centine in metallo hanno formato uno strato di ruggine che con il tempo ha contribuito al distacco del supporto di natura gessosa (scagliola) su cui è stesa la pittura ad olio originale creando degli importanti sollevamenti . Parte della decorazione in oro zecchino della volta è andata persa sia per il motivo sopra descritto che per le concrezioni saline formatesi soprattutto nella zona di destra causate da vecchie infiltrazioni di acqua piovana, le quali hanno sollevato la pellicola pittorica causandone la caduta

LE PARETI E GLI IMBOTTI: le pareti, soprattutto quella di destra ammalorata dalle infiltrazioni d’acqua meteorica, presenta notevoli sollevamenti del supporto (composto da strato in gesso di spessore che varia da uno a due centimetri) dalla muratura (composta di pietra arenaria e intonaco povero di legante).

LE FORMELLE DELLA VIA CRUCIS: ad un esame più attento si sono rivelate molto fragili soprattutto quelle posizionate a destra ; molto probabilmente l’umidità della muratura ne ha compromesso la struttura sottile composta di gesso e carta . Nella formella della crocifissione, oltre ad essere lacunosa, manca la testa del Cristo .

L’INTERVENTO DI RESTAURO

L’intervento di restauro si è avvalso di una serie di operazioni concettualmente predisposte al recupero dell’impianto decorativo. Quindi sono state rimosse, oltre ai depositi di fumi e particolato, tutti gli strati di pitture soprammessi durante i precedenti interventi di manutenzione operati  durante lo scorso secolo. Si è operato in un itinerario che ha condotto alla massima fruibilità e godibilità degli elementi che caratterizzano e scandiscono gli spazi architettonici. I materiali e le metodologie per la pulitura e per il fissaggio delle superfici instabili sono stati scelti fra quelli usualmente sperimentati e dopo test preliminari concordati con la Direzione Lavori. Tutte le superfici sono state sottoposte a pulitura, consolidamento e ad integrazione pittorica con materiali e tecniche del tutto tradizionali.

In dettaglio gli interventi sulle decorazioni murali:

VOLTA PRESBITERIO: una leggera ed accurata battitura manuale è stata eseguita per individuare con precisione le zone compatte e delimitare il perimetro di quelle in fase di distacco ( zone gonfiate e formanti sacche ). Si è proseguito rimuovendo il particellato atmosferico e i depositi superficiali incoerenti utilizzando pennellesse, spazzolini morbidi, aspiratori elettrici a potenza regolabile e membrane in microfibra. Mediante la pulitura a secco si è proceduto alla rimozione dei depositi superficiali parzialmente aderenti con l’ausilio di spugne sintetiche , in gomma naturale vulcanizzata e in lattice vulcanizzato (Groom Stick, Akapad, Wishab).
Di seguito si è proseguito con il consolidamento dei sollevamenti di colore e con il ristabilimento parziale dell’adesione e della coesione nelle aree interessate da fenomeni di disgregazione, sollevamento e distacco mediante applicazione puntuale di prodotto consolidante (Primal AC 33 al 5% in acqua demineralizzata) steso a pennello con interposizione di carta giapponese .

In seguito ad una preliminare valutazione delle caratteristiche composizionali e dello stato di degrado, sono state revisionate meccanicamente a bisturi le sigillature e le piccole stuccature non congrue sul piano sia conservativo che estetico. La stuccatura finale è stata eseguita a livello solo nei casi di fessurazioni e fatturazioni delle superfici decorate, ed è stata eseguita con gesso scagliola in quanto compatibili con il supporto originale in gesso. La modulazione superficiale delle integrazioni è stata realizzata in modo da ottenere un accompagnamento coerente con i profili e la texture dell’intonachino originale dipinto.
La vela durante le operazioni di ritocco prima del fondo e poi della decorazione. La modulazione superficiale delle integrazioni è stata realizzata in modo da ottenere un accompagnamento coerente con i profili e la texture dell’intonachino originale dipinto. La reintegrazione pittorica è stata effettuata (su disegno preparatorio con tecnica a spolvero) a velatura per ridurre l’interferenza visiva di lacune, di leggere abrasioni o di piccole discontinuità, ottenendo un idoneo accompagnamento cromatico alle superfici originali conservate.

VOLTA NAVATA: come prima operazione si è proceduto alla rimozione del particellato atmosferico, dei depositi superficiali incoerenti con metodologie di pulitura a secco, mediante l’ausilio di pennellesse, spazzolini morbidi, aspiratori elettrici a potenza regolabile, membrane in microfibra. Si è proceduto quindi alla rimozione delle patine saline presenti a livello superficiale e alla estrazione dei depositi cristallizzati più compatti, mediante l’applicazione localizzata di compresse di polpa di cellulosa (Arbocel) imbevute in soluzione di ammonio carbonato al 3% , con interposizione di carta giapponese fra superfici ed impacco. Il risciacquo è stato realizzato con acqua demineralizzata. Si è proceduto quindi al parziale ristabilimento della coesione nelle aree interessate da fenomeni di disgregazione e polverizzazione, mediante applicazione puntuale di prodotto consolidante (resina metacrilica Primal AC33 in emulsione, diluita in acqua demineralizzata al 2-3%) steso a pennello con interposizione di carta giapponese o infiltrato ad iniezione secondo necessità. Dalle superfici pittoriche sono stati rimossi i depositi superficiali parzialmente aderenti con metodologie di pulitura a secco mediante l’ausilio di spugne sintetiche, in gomma naturale vulcanizzata , in lattice (Groom Stick, Akapad, Wishab). Dalle centine sono stati asportati le parti di supporto ormai staccate a causa della ruggine formatasi sulla struttura metallica. Di seguito è stato steso sulla struttura , dopo averla ripulita dalla ruggine con l’ausilio di spazzolini di ferro, un convertitore di ruggine.
In un secondo tempo è stata stesa una retina sulla quale è stata eseguita la stuccatura con gesso scagliola. La reintegrazione pittorica è stata effettuata (su disegno preparatorio con tecnica a spolvero ) a velatura per ridurre l’interferenza visiva di lacune, di abrasioni o di piccole discontinuità, ottenendo un idoneo accompagnamento cromatico alle superfici originali conservate. Le decorazioni in oro zecchino sono state riprodotte da disegno originale stendendo la missione e in seguito la foglia d’oro zecchino. Le stesse operazioni sopra descritte sono state eseguite su tutte le costolature rosse, verdi e blu quest’ultime con decori in oro zecchino.

I MURI E GLI IMBOTTI: come prima operazione si è proceduto alla rimozione del particellato atmosferico, dei depositi superficiali incoerenti con metodologie di pulitura a secco, mediante l’ausilio di pennellesse, spazzolini morbidi, aspiratori elettrici a potenza regolabile, membrane in microfibra. A causa dei numerosi ed estesi distacchi del supporto gessoso al muro il consolidamento in profondità per ristabilire l’adesione tra intonachino e intonaco e tra intonaco di fondo e supporto murario, è stato eseguito iniettando della maltina premiscelata a debole reazione idraulica e a basso peso specifico (PLMA). Per evitare la fuoriuscita di materiale sono state sigillate le cavillature e le fessurazioni. Il trattamento preliminare delle interfacce distaccate è stato eseguito infiltrando una miscela d’acqua demineralizzata (conducibilità ≤3,5i.µmS/cm²) ed alcool etilico al 5%. L’ articolazione del processo operativo è proseguito per più fasi sequenziali. Sono stati rimossi i depositi incoerenti su tutta la superficie con l’ impiego di caldaie che erogano acqua (distillata) calda a temperatura controllata e nebulizzata.Si è proceduto quindi alla rimozione delle patine saline presenti a livello superficiale e estrazione dei depositi cristallizzati più compatti, mediante l’applicazione  localizzata di compresse di polpa  di cellulosa (Arbocel) imbevute in soluzione di ammonio carbonato al 3% , con interposizione di carta giapponese fra superfici ed impacco. Il risciacquo è stato realizzato con acqua  demineralizzata. E’ stato eseguito il consolidamento nelle aree interessate da fenomeni di disgregazione e polverizzazione della superficie pittorica , mediante applicazione puntuale di prodotto consolidante nebulizzato (resina metacrilica Primal AC33 in emulsione diluita in acqua demineralizzata al 2- 3%). Sono state revisionate meccanicamente a bisturi le sigillature e le piccole stuccature non congrue  sul piano sia conservativo che estetico, valutandone preventivamente le caratteristiche composizionali e lo stato di conservazione. Le stuccature finali a livello di fessurazioni, fratturazioni e lacune sono state eseguite con gesso scagliola in quanto compatibili con il supporto originale in gesso. La  modulazione superficiale delle integrazioni è stata realizzata in modo da ottenere un accompagnamento coerente con i profili e la texture dell’intonachino originale dipinto. La reintegrazione pittorica è stata eseguita a velatura acquerellata sulle piccole abrasioni sulle cadute di colore circoscritte e sulle nuove stuccature al fine di ottenere la restituzione dell’unitarietà della tessitura pittorica nei suoi valori cromatici e tonali. La reintegrazione pittorica su disegno preparatorio è stata eseguita a velatura per ridurre l’interferenza visiva delle lacune, ottenendo un idoneo accompagnamento cromatico alle superfici originali conservate.

ELEMENTI LAPIDEI, STATUE, ALTARE: anche in questo caso si è proceduto alla rimozione del particellato atmosferico, dei depositi superficiali incoerenti con metodologie di pulitura a secco, mediante l’ausilio di pennellesse, spazzolini morbidi, aspiratori elettrici a potenza regolabile, membrane in microfibra. La rimozione di concrezioni e incrostazioni di particellato di natura carboniosa e polveri sottili sedimentate, caratterizzati da notevole compattezza ed elevata aderenza alle superfici, sono state pulite con una soluzione di acqua distillata e tensioattivo (CONTRAD 2000 diluito al 3%) utilizzata a risciacquo. Successivamente sono stati eseguiti una serie di risciacqui con acqua demineralizzata per asportare depositi solubilizzati. Anche nella zona dell’altare in particolare sulle pareti laterali ,sono state rimosse sia le patine saline solubili presenti a livello superficiale (efflorescenze) che le cristallizzazioni saline profonde (subflorescenze, criptoefflorescenze) mediante un trattamento puntuale e localizzato di soluzioni di acqua demineralizzata e carbonato d’ammonio al 3% , applicate a pennello su una membrana assorbente di carta giapponese oppure applicate con compresse di polpa di cellulosa a fibra lunga (Arbocel), secondo necessità. L’ esecuzione è stata eseguita in più cicli applicativi di assorbimento, in relazione allo spessore e all’estensione dei depositi, successivamente risciacquati con acqua demineralizzata per asportare i residui . Le integrazioni finali a livello sono state eseguite con una maltina di finitura a base di grassello di calce e polvere di marmo a granulometria fine, previa esecuzione di saggi preliminari di composizione degli impasti. La modulazione superficiale delle integrazioni,è stata ottenuta  in  modo da accompagnare coerentemente i profili, la texture e il modellato delle superfici originali attigue. La reintegrazione pittorica sulla finitura policroma degli ornati dipinti è stata eseguita a velatura  per ridurre l’interferenza visiva di piccole lacune stuccate a livello, di leggere abrasioni o di piccole discontinuità, ottenendo un idoneo accompagnamento cromatico alle superfici originali conservate.

VIA CRUCIS: nella parte destra dell’altare dove sono situate le formelle della Via Crucis l’umidità presente nel muro ha danneggiato seriamente il supporto, fratturandolo in piccole porzioni. In questo caso , proprio per le condizioni molto compromesse del manufatto e per la presenza di  una spessa vernice , abbiamo potuto consolidare le spaccature e le lacune, solo dove era possibile accedere con il prodotto. Come prima operazione si è proceduto alla rimozione del particellato atmosferico, dei depositi superficiali incoerenti con metodologie di pulitura a secco, mediante l’ausilio di pennellesse, spazzolini morbidi, aspiratori elettrici a potenza regolabile, membrane in microfibra. In situazioni di precaria adesione e coesione, hanno avuto precedenza le necessarie operazioni di preconsolidamento. Dove il supporto è fessurato si è proceduto al ristabilimento della coesione tra gli strati superficiali, mediante impregnazione e applicazione del prodotto consolidante steso a pennello, con resina acriliche Primal AC 33 in dispersione acquosa al 5% . Le stuccature finali a livello di fessurazioni, fratturazioni e lacune sono state eseguite con gesso scagliola in quanto compatibili con il supporto originale in gesso. La  modulazione superficiale delle integrazioni è stata realizzata in modo da ottenere un accompagnamento coerente con i profili e la texture originale dipinto. L’integrazione analogico restituivo di porzioni mancanti del modellato plastico, per ricostituire parti anatomiche strutturalmente necessarie, è stata eseguita con il gesso ceramico (Super Grey) con mediazione di matrice ricavata da calco in resina siliconica. Con questo sistema sono state riprodotte diverse croci mancanti, la decorazione con fiore dell’altare e la testa del Cristo crocefisso. Reintegrazione pittorica della finitura degli ornati eseguita a velatura per ridurre l’interferenza  visiva di piccole lacune stuccate a livello, di leggere abrasioni o di piccole discontinuità, ottenendo un idoneo accompagnamento cromatico alle superfici originali conservate. La verniciatura finale protettiva è stata eseguita con gomma lacca.

DORATURE: La situazione della decorazione in oro soprattutto nelle zone delle volte si presentava piuttosto critica a causa della precaria coesione con il supporto. Si è reso necessario il consolidamento dei sollevamenti con Primal AC 33 in emulsione diluito in acqua demineralizzata al 2-3%, steso a pennello con interposizione di carta giapponese o infiltrato ad iniezione secondo necessità. La dove il decoro era ben conservato si è proceduto con una leggera spolveratura a pennello per rimuovere il particellato atmosferico. Successivamente all’operazione di consolidamento e spolveratura, propedeutici all’intervento di pulitura si sono rimosse le concrezioni e le incrostazioni di particolato di natura carboniosa e polveri sottili sedimentate, caratterizzati da notevole compattezza ed elevata aderenza alle superfici, con la Saliva Sintetica utilizzata a tampone . I residui sono stati asportati mediante un lavaggio a tampone eseguito con Ligroina. Sulle lacune si è stesa una mano di bolo giallo di preparazione e successivamente la missione ( tre ore ). Sui profili blu dove non c’è preparazione a bolo , come risulta dalle analisi chimiche, la missione è stata opportunamente colorata con rosso di cadmio per evidenziare le zone di intervento. Nella volta le lacune erano di grandi dimensioni e per ricostruire il disegno , abbiamo utilizzato il metodo a spolvero . Nello “spolvero” si ricalca dapprima la decorazione  su carta da lucido e con  un ago si perforano fittamente i contorni del disegno. Successivamente si appoggia il lucido forato alla superficie e si tamponano le parti perforate con un sacchetto di tela riempito terra ombra naturale. La reintegrazione è stata eseguita con oro zecchino in foglia rosso Italia e patinata con cera a base  di Bitume di Giudea .

VETRATE: sono stati rimossi i depositi incoerenti, le concrezioni e le incrostazioni di particolato di natura carboniosa sedimentati e caratterizzati da notevole compattezza ed elevata aderenza alle superfici con l’ impiego di caldaie che erogano acqua (distillata) calda a temperatura controllata e nebulizzata, e con l’utilizzo di spugne sintetiche e in gomma naturale vulcanizzata.

CANCELLO PRESBITERIO: come prima operazione si è proceduto alla rimozione del particellato atmosferico, dei depositi superficiali incoerenti con metodologie di pulitura a secco, mediante l’ausilio di pennellesse, spazzolini morbidi, aspiratori elettrici a potenza regolabile, membrane in microfibra. Il ripristino della finitura è stato eseguito a velatura

DICONO DI NOI …..

Lettera del progettista e direttore dei lavori Arch Antonio Catallo